Pipa Bugianen 2017

Enomis

 

Dietro alla storia del marchio Ardor si cela una delle tradizioni famigliari di lavorazione della pipa più risalenti del nostro Paese. Nel 1911, a Gavirate, i fratelli Cornelio, Federico, Francesco e Carlo Rovera decisero di produrre pipe, chiamando l’attività con il nome di famiglia “Fratelli Rovera”.

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Pur essendo per la gran parte la lavorazione di tipo meccanico (con sistemi alimentate idraulicamente) e destinata alla vendita all’estero, vi era comunque la presenza di pipe intagliate a mano, di grande pregio, raffiguranti volti di personaggi noti.

Nel 1949 Federico, uno dei fratelli, lasciò l’azienda per dare vita ad un proprio laboratorio che passò poi nelle mani del figlio, Angelo. Nel 1958, il tredicenne Dorelio, figlio di Angelo, fece il suo ingresso nel laboratorio imparando, negli anni, le varie tecniche di lavorazione della pipa.

In questa fase di formazione, iniziò a farsi strada nella mente di Dorelio l’idea di abbandonare la produzione di pipe economiche, per dedicarsi esclusivamente alla produzione di pipe artigianali di alto livello.

Tale desiderio, tuttavia, non incontrò i favori del padre Angelo, quantomeno fino ai primi anni ’70, in cui si verificò un calo della richiesta di pipe che colpì tuta la zona di Varese.

Proprio in tale periodo nacque il marchio ARDOR, formato dalle iniziali di Angelo Rovera e Dorelio Rovera. La produzione si distinse subito per l’utilizzo di forme e tecniche di lavorazione innovative, che riscossero sin da subito successo, sia in Italia sia (forse soprattutto) all’estero.

Nei tempi più recenti, con la scomparsa di Angelo e l’ingresso di Damiano (figlio di Dorelio) il marchio Ardor costituisce uno dei marchi eccellenti delle pipe di alta qualità italiana, che si è contraddistinto, prima degli altri, nella ricerca di forme diverse da quelle tradizionalmente riconducibili sia alla zona di produzione del varesotto che a quella del pesarese.

Alcuni piccoli esempi di tale sempre attenta ricerca di novità si ritrovano, infatti, nell’invenzione del bocchino “ a pennellessa” (che consente una presa comodissima della pipa) e del finissaggio meteora, che ha anticipato, anni fa, le forme di rusticatura più varia che si ritrovano oggi, soprattutto in certe produzioni europee.

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Quest’anno il Club ha deciso di rivolgersi ad Ardor per la pipa dell’anno 2017, richiedendo una forma classica, la Bulldog, di cui Ardor ha dato la propria personale e “muscolosa” interpretazione.

Al di là di quello che è epidermicamente evidente dalle foto, ed ancor di più dal vivo, e cioè che la pipa è bella, la forma che ha reso Damiano unisce, al paradigma tipicamente austero ed inglese dello shape, una compattezza e pienezza del tutto personale.