Castello porte aperte

Enrico Castello

 

In occasione della V edizione della festa del legno di Cantù, giovedì 5 ottobre 2017, abbiamo potuto visitare la bottega della Pipa Castello.

Il marchio non ha bisogno di presentazioni per chi ha un minimo di cultura della pipa, per me è stato un piccolo sogno che si è avverato: poter osservare come viene realizzato un prodotto al Top riconosciuto in tutto il mondo, un vero punto di riferimento per la pipa Made in Italy.

Non ho intenzione di tediarvi nel descrivervi le varie fasi della produzione, la rete è piena di video ed approfondimenti in tal senso, ma vorrei cercare di trasmettervi sensazioni ed emozioni di una giornata speciale.

Abbiamo avuto l’opportunità di conoscere il mitico Franco Coppo che si è dimostrato un accogliente padrone di casa ed ha risposto a tutte le nostre domande ( e vi assicuro ne abbiamo fatte tante).

banchiCi è stata data la possibilità di curiosare tra i banchi che traspiravano la consumata esperienza degli operai che sono stati molto disponibili nei nostri confronti, mostrandoci le varie fasi della lavorazione.

Premetto che qualche laboratorio di pipemaker l’ho visto in questi anni di passione piparia, dalla vecchia fabbrica all’hobbysta, mi ero posto quindi un’idea di quello che avrei visto, ecco la mia idea era tutta sbagliata.

Pur parlando di una azienda con diversi dipendenti ed un prodotto esportato e conosciuto in tutto il mondo, alla Castello, si respira una atmosfera di vero artigianato, così come lo richiede il romantico stereotipo di un prodotto che deve passare tra le mani lise di una persona che con esperienza e tecnica tira fuori da un materiale particolare come la radica di Erica arborea un oggetto che sembra frutto di un macchinario di precisione.

La testa è realizzata senza l’utilizzo del tornio, che viene adoperato solo per lavorare i bocchini, conosciamo artigiani che non riuscirebbero a fare due pipe simili a mano libera, eppure un operaio della Castello le fa.

Nell’eterna diatriba sul “fatto a mano”, con una Pipa Castello possiamo veramente parlare di un prodotto fatto a mano, un oggetto distante da quello realizzato da chi utilizza complessi disegni realizzati al computer o cerca di sfruttare al massimo automatismi permessi da una spinta meccanizzazione della lavorazione. Possiamo veramente parlare di un prodotto artigianale, dove sono la manualità e l’esperienza dell’operaio a fare la differenza.

Dopo la visita del laboratorio, abbiamo potuto curiosare nel piccolo museo/ufficio, dove il sig. Coppo ci ha mostrato un nuovo modello con il camino che ricorda un tronco d’albero ed una impugnatura ergonomica, che presto sarà disponibile nelle tabaccherie. Faceva bella mostra sul tavolo anche un lotto di pipe dalle dimensioni a dir poco generose, molto richieste all’estero.

flameAbbiamo quindi assistito alla visita del vicesindaco di Cantù che ne ha approfittato per fare qualche domanda anche a noi in qualità di consumatori; ne è nata una piacevole chiacchierata ed abbiamo potuto ammirare l’ultima pipa della serie flame, ed una pipa venduta in una confezione speciale assieme al suo astuccio in argento realizzato da un artigiano fiorentino.

Il tempo è volato, in un attimo si è fatta l’ora di pranzo ed abbiamo dovuto lasciare la bottega. 

Una bella esperienza, di sicuro ripetibile, il mio consiglio è di informarvi sulla prossima festa del legno ed approfittarne per vedere con i vostri occhi come nasce un prodotto d’eccellenza.

Sul sito https://www.pipacastello.com/ vi è una citazione del fondatore di Pipa Castello Carlo Scotti:

Conduco una bottega, non una fabbrica. Le mie pipe sono opere d’arte, frutto di esperte mani, cuore e fantasia.

Son convinto che questa filosofia aziendale sia ancora ben percepibile aggirandosi tra i banchi della bottega Pipa Castello.